Botta e risposta

Prima serie di tre turni di semifinale, oggi, a Marrakesh dove siamo ancora in lotta con la nostra squadra Open per la conquista del titolo iridato.

Come certo ricorderete la nostra avversaria è la fortissima Norvegia, dominatrice del round robin ma poi vincitrice con grandissima fatica sulla Cina nel suo quarto di finale, laddove noi abbiamo regolato con una certa tranquillità la Polonia. Nell’altra semifinale si affrontano Svizzera e USA 2: sono arrivate fin qui le quattro squadre più titolate, senza dubbio, e sui quattro tavoli poggiano idealmente decine di titoli mondiali, oltre a centinaia di altri allori.

Il primo turno è stato piuttosto equilibrato e caratterizzato da un basso punteggio. Lo spirito aggressivo con cui sono scesi in campo i nostri senatori si vede subito dalla prima mano:

Antonio ha i suoi valori a quadri e trasforma il contro con poco. Attacco cuori, Helgemo prende e se affrancasse le quadri se la caverebbe con 1 down, ma teme il seme maldiviso e sceglie una linea passiva rigiocando cuori. Tre giri nel seme e poi quadri per il J di Sementa e picche per Dama e Re che il norvegese lascia in presa. Alfredo non vuole toccare un minore e quindi rigioca picche, affrancando l’8 del morto che è la quinta presa. Due down, primo vantaggio nostro.

In tre board però la Norvegia si porta sul 16-9. Come aprite con

L’apertura classica è 1 picche, ovviamente, ma a due dei quattro tavoli (Versace e Moss) è stata scelto 1SA: se aprite di 1 picche fate centro perché date al compagno (che ne ha cinque anche lui) la possibilità di difendere contro 4 cuori andando 1 down, mentre con l’apertura di 1SA questa difesa diventa invisibile. A dire il vero Grue si è limitato a 3 picche, mentre purtroppo Livgaard contro di noi ne ha dette proprio quattro.

USA 2 e Italia vanno a 6 cuori in questa mano, mentre Norvegia e Svizzera si fermano a una tranquilla manche. Non è uno slam eccezionale: servono le atout divise e poi bisogna affrancare la fiori e scartarci sopra una picche. Per Versace, che gioca la mano, la cosa è complicata dall’attacco di 10 di picche di Grude: si vincerebbe comunque con l’impasse alla Q ma entrambi scelgono di battere in testa sperando nella 3-3 o nella Q in caduta. Come si vede le cose non stanno così e il down è inevitabile, ma nell’altro incontro, quando il morto muove il J di fiori al terzo giro Klukowski sorprendentemente taglia e regala lo slam (a Grue non sembra vero di poter scartare la picche del morto), mentre Helgemo se ne guarda bene e ora non c’è più modo di fare la mano: la quinta fiori si affrancherà, è vero, ma non avremo più in mano un atout per tagliare la picche.

Il tempo finisce sul punteggio di 31-21 per la Norvegia, mentre nell’altra semifinale a una partenza a razzo della Svizzera (34-1 a metà tempo) ha fatto seguito una risposta micidiale degli americani, che nelle ultime 9 mani hanno sempre marcato loro, passando in vantaggio per 54-34.

Nel secondo tempo piazziamo la nostra botta e prendiamo vantaggio. Ancora a caccia di penalità i due senatori:

3 fiori mostra qualche tipo di fit, suppongo, ma Sementa – che pure farebbe un paio di manche diverse – vuole il sangue e trasforma fidando nelle sue belle atout. Attacco quadri e tre giri di atout per disintegrare le possibilità di taglio del morto. Aa batte l’ultima atout di Antonio e gioca picche (avrebbe risparmiato un paio di prese muovendo Asso di fiori e fiori) per il J e la Q di Versace che costringe al taglio a quadri il giocante con la sua ultima atout. Ancora picche per l’Asso di Versace e fiori: la difesa incassa ancora la quinta quadri. Il giocante ha fatto solo tre atout e l’Asso di fiori, per uno spettacolare 5 down. All’altro tavolo arriviamo anche noi a 3 cuori ma gli avversari scelgono 3SA che Grude porta a casa con un po’ di fatica, marcando comunque troppo poco.

Siamo in vantaggio per 33-17, ma nelle ultime due mani (tanto per cambiare) il margine improvvisamente raddoppia.

3SA a entrambi i tavoli: Percario le gioca in Ovest e prende l’attacco J di picche. Se ora batte l’Asso di fiori legge la distribuzione ed entra al morto con l’Asso di quadri per sorpassare la Q di fiori: la fiori si blocca, é vero, ma Giacomo può rientrare con la seconda picche e incassare la quinta carta per nove facili prese. Il giocante però muove alla seconda carta la Q di cuori che torna a casa vincitrice e le prese salgono a dieci. Tutto è bene quel che finisce bene, e la mossa della cuori può avere un senso in quanto il giocante temendo di dover cedere una fiori prepara un’opzione alternativa per la nona presa: ma così come stanno le carte (prima di criticare ricordiamoci che noi vediamo la 4-0 e lui no) aveva messo a rischio il contratto che ora i difensori possono battere in varie maniere, ad esempio prendendo la Q e tornando picche. Un altro modo per battere lo impariamo dalla difesa dei senatori in sala chiusa, dove il contratto lo gioca Livgaard in Est. Versace attacca cuori, Sementa prende con il K e rigioca cuori per l’Asso. Ora Versace potrebbe affrancare le cuori e Livgaard farebbe le stesse dieci prese di Percario, ma Alfredo sa che il giocante avrà difficoltà a sviluppare le fiori e produce lo spettacolare ritorno di 10 di quadri, che nello stesso tempo affranca il seme e fa saltare l’Asso del giocante. A questo punto Livgaard vincerebbe facendo girare il J di fiori al primo colpo, ma che ne sa, poveraccio? Batte l’Asso ed è irrimediabilmente down.

All’ultima mano c’è il grande slam a picche, nell’altra semifinale lo chiamano a entrambi i tavoli mentre i due ragazzi si fermano al piccolo; ma guadagniamo ugualmente 13 perché i norvegesi, forse scossi dalla mano precedente, si fermano addirittura a manche. Così il tempo si chiude a +39 (56-17), e il totale è +29 per noi.

Qualsiasi tipo di illusione ci fossimo fatta (ma penso non molte, visto il valore degli avversari) subito svanisce, perché nel terzo tempo arriva la risposta norvegese. Non ci sono veri e propri errori da parte nostra, ma qualche scelta non indovinata e un po’ di sfortuna producono un risultato decisamente negativo. Due attacchi, in particolare, ci costano il mare:

In aperta manteniamo facilmente 4 picche, in chiusa si sale a cinque dopo che una richiesta d’Assi ha mostrato che ne mancano due. Donati in Nord deve attaccare sapendo che il morto ha una mano forte con la lunga di fiori, e avendone parecchie anche lui sceglie di uscire nel seme sperando che il compagno abbia il singolo di fiori e una ripresa in atout. Come si vede, gli attacchi rossi battono e quelli neri regalano.

Qui l’attacco produce una differenza di ben tre prese:

4 cuori in Nord con licite identiche (1 picche – 2 cuori – 2 picche – 3 cuori – 4 cuori). Di Franco attacca picche, e il giocante fa le prime 12. Grude centra l’attacco di Asso di quadri e quadri taglio, e due giri di fiori battono il contratto.

Il tempo si chiude sul 45-12, e la micidiale risposta dei norvegesi ha quindi riequilibrato l’incontro: siamo sotto di 4 (93-89) ed è quindi ancora tutto da giocare. Nell’altra semifinale con due turni nettamente vinti si sono avvantaggiati i pseudosvizzeri, che ora conducono per 135-90.

Diamo un’occhiata agli altri tornei. Nella Venice Cup equilbrio quasi perfetto tra Turchia e Norvegia, mentre Israele ha preso un buon gruzzolo di vantaggio sulla Cina. Nel torneo Seniores è avanti +24 la Polonia sulla Danimarca, mentre nel derby americano USA 1 ha preso 19 MP di vantaggio. Infine nel Mixed netto vantaggio di USA 2 sul Belgio (+42): se qualcuno si stupisse dell’incompletezza del mio resoconto, sappia che ultimamente ho eletto tra i miei idoli l’allenatore del Bologna Thiago Motta, e se ancora non è chiaro, suggerisco una ricerca su Google alla voce “rigore negato”.

Procedono i KO del transnational, ma ahime senza più nostre squadre rappresentanti, perché Breno è uscito subito al primo scontro nei sedicesimi. E’ partito invece il BAM, che dovrebbe essere di consolazione ma invece, ospitando molti degli eliminati dei vari campionati mondiali, risulta essere un torneo di altissimo livello. E qui ci stiamo disimpegnando abbastanza bene: Usa e getta, squadra per 3/4 italiana, si trova al sesto posto (ma sono stati anche primi), mentre Alice, formata da reduci del Misto e del Seniores (Buratti, Failla, Dessì, Cima, Comella, Gandoglia) è al momento decima.

 

 

 

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