Il taglio

E’ terminata la fase di qualificazione per tutti i cinque tornei in corso, e da domani le coppie che hanno superato il taglio si giocheranno il titolo, mentre le altre disputeranno il  torneo di consolazione unico denominato President Cup.

Come è andata per i nostri colori? Eravamo presenti, come noto, in tre delle cinque manifestazioni, e volendo incominciare con il bicchiere mezzo pieno saremo presenti in tutte e tre le finali. Avevamo dieci coppie in gara, e cinque di esse sono entrate: percentuale accettabile, anche se non entusiasmante.

Entrando nel dettaglio, la nostra prassi di dare la precedenza al torneo Girls ci costringe a confrontarci con quella che è la maggior delusione italiana, e cioè l’eliminazione delle sorelle Dalpozzo, che per capacità tecniche e palmarés attendevamo domani a lottare per il podio. Un torneo in tono minore, praticamente mai nel lotto delle qualificate: certo non può girare sempre bene, e va pur ricordato che le due ragazzine hanno giocato in una manifestazione Under 26 essendo ben al di sotto di tale limite. Insomma, i molteplici allori che le sorelline hanno già conseguito, anche in manifestazioni open, rischiano di alterare la giusta prospettiva di un processo di crescita che è normale preveda qualche pausa.

Fa da contraltare la qualificazione, gradita anche perché sofferta, della sorella Eleonora in coppia con Sophie Capobianco. Un torneo tutto sul filo del dentro o fuori, e il colpo di reni finale a suggellare un ottavo posto che significa finale. Le altre due coppie italiane erano qui per fare esperienza e di certo il risultato è stato ottenuto, anche se Cristina Brusotti e Zaira Davide a un certo punto si erano avvicinate molto alla zona qualificazione. Vedremo nei prossimi eventi se queste ore di volo internazionali porteranno progressi.

In questo torneo troviamo ai primi tre posti rispettivamente le greche Pollatou-Tziara (già al comando ieri sera), le danesi Jacobsen-Pedersen e le polacche Ocylok-Morawska.

Nel torneo Under 21 una conferma e una speranza delusa. Magda Tonelli e Vincenzo Fresa sono forse la sorpresa più gradita: sempre ben dentro al lotto dei qualificati, hanno chiuso all’undicesimo posto e li attendiamo con curiosità e simpatia alla prova di domani. E’ invece fallita la rimonta di Giacomo Ramazzotti e Filippo Sanmartino, che erano partiti bene – proprio come ieri – arrivando a sfiorare l’ingresso nel gruppo delle qualificate, per poi di nuovo perdere terreno e terminare staccati. Qui guidano gli inglei Cope-Gardner seguiti dai norvegesi Brogeland-Saetre e dagli statunitensi Gong-Gong.

E infine i fratelli maggiori dell’Under 26, dai quali vengono le notizie migliori. Tre coppie qualificate su quattro, due delle quali nelle primissime posizioni. Giovanni Donati e Federico Porta chiudono secondi, Gabriele e Gianmarco Giubilo sono quarti. Qualificati anche Alessandro Carletti e Matteo Lombardi, anche se con un finale da brivido che li ha precipitati dal quinto posto che hanno occupato praticamente per tutta la qualificazione fino al dodicesimo. Per fortuna il fieno in cascina era tanto, ed è bastato.

Al primo e al terzo posto troviamo gli svedesi Hansson-Mann e gli olandesi Van Oosten-Thorpe, che per tutta la gara si sono alternati con i nostri nelle prime posizioni: vedremo se in finale sapranno confermarsi. Una nota statistica: oltre all’Italia, anche Svezia e Olanda hanno piazzato tre coppie in finale, formando quindi l’esatta metà della composizione del lotto dei finalisti.

Una bella licita di Donati e Porta, dal quinto turno di qualificazione (che non a caso i due ragazzi avevano chiuso in prima posizione):

Il dialogo è preciso e raffinato:

e lo slam viene chiamato con perfetta cognizione di causa; l’impasse a picche concede poi anche la surlevée. Slam chiamato da sole quattro coppie per un meritato 86%.

 

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